Il Cristianesimo ai tempi dell'arte moderna: i ribelli del 900

[file_1275]>Madonna II - Edvard Munch< Per sfuggire ai canoni della fede tradizionale, **la mostra Bellezza Divina** (Firenze, Palazzo Strozzi, fino al 24/1/2016) **tenta**, con oltre cento opere d'arte moderna, **di attribuire svariati significati**, su più livelli di lettura, riguardo il **tema del trascendente**. **L'arte del XX secolo è capace di filtrare il tema religioso con inaspettata efficacia**. Lungo l'itinerario - diviso in sette sezioni; dall'annunciazione alla resurrezione, passando per passione, crocifissione e pietà - è possibile trovare opere che attualizzano le tematiche cristiane in vario modo. Si rimane colpiti dai **quadri** di **Denis** e **Chini** sull'annunciazione, la prima sulle colline di Fiesole, la seconda nei campi toscani del primo '900. **Previati** sceglie la campagna ferrarese come luogo bucolico per il _bambin Gesù_, e **Costretti** lo fa entrare tra le ciminiere della periferia fiorentina, accostandosi all'idea di socialismo cristiano. Il britannico **Spencer** alza l'asticella con due opere ambientate nel 1920: nella _Entrata di Cristo in Gerusalemme_ Gesù appare nella cittadina inglese di Cookham, immerso tra il panico della gente e all'interno di uno spazio prospettico distorto, mentre in _L'Ultima Cena_ è collocato assieme agli apostoli in un granaio adiacente alla casa del pittore, in una rielaborazione che deve le forme a Donatello e i colori a Giotto. Il tedesco **Dix** muove una critica al nazismo portando la passione al 1943 e dipingendo un Cristo vessato dalla folla. Il tema della via crucis raggiunge il suo apice nella _Stazione VIII_ di **Gino Severini**, che ha un marcato sapore cubo-futurista. **Fontana** non è da meno, e con le tre stazioni (_II, III, XIII_) realizzate in ceramica raggiunge un compromesso tra pittura e scultura, in cui i numerosi tagli preannunciano i futuri concetti spaziali. **Lungo l'esposizione** è poi impossibile, a mio avviso, non focalizzare l'attenzione su **quattro tele che spiccano** per la loro capacità di rottura: **Madonna II - Edvard Munch - 1895/1902** è uno dei vertici del maestro norvegese e dell'espressionismo di cui è stato precursore. Maria, qui raffigurata in una posa sensuale e dominata da una tinta nera, diventa una figura vicina all'immaginario della letteratura gotica. In basso a sinistra è posto il personaggio del celebre dipinto "L'urlo", in una sembianza fetale da cui si leva un fiume di spermatozoi che adorna il quadro come una cornice. **L'intento di Munch era quello di sessualizzare la figura della Vergine**, cercando un tramite fra la psicologia freudiana e la sacralità della fecondazione. L'artista si muove su un sottile filo sospeso tra la blasfemia e una personale celebrazione della visione esistenziale, secondo cui amore e morte subiscono una continua rigenerazione. **Crocifissione - Renato Guttuso - 1940/1941**[file_1276]>Crocifissione - Renato Guttuso< L’opera è un'abile commistione tra realismo e tardo cubismo, mantenendo un gusto per il colore e i volumi tipicamente italiano - che richiama Piero della Francesca - ed una fedeltà ai temi della sofferenza collettiva vicina al Picasso di Guernica. **Qui Cristo non è più visto come il figlio di Dio**, non è protagonista della tela, la sua figura è al pari di quella dei due ladroni, uno dei quali ne copre persino parte della figura. Non ci sono immagini divine, la rappresentazione è mostrata con oggettività in tutta la sua crudezza. Guttuso non accetta compromessi religiosi ed imprime un forte connotato sociale che fa pensare al Pasolini de "Il vangelo secondo Matteo" in cui Cristo diventa un emblema laico del dolore collettivo. **Crocifissione bianca - Marc Chagall - 1938** [file_1277]>Crocifissione bianca - Marc Chagall< Il quadro è una rappresentazione naif "alla Bosch" con un simbolismo dominante che raffigura scene di antisemitismo: una sinagoga viene data alle fiamme, villaggi vengono saccheggiati, un rotolo della Torah sta bruciando ed una madre consola il figlio. Al centro Gesù viene dipinto con uno scialle da preghiera al posto del perizoma, ed un copricapo in tessuto che sostituisce la corona di spine; è dunque un ebreo tra gli ebrei, martire di un popolo in preda alle persecuzioni naziste. **La visione biblica cara a Chagall assume quindi una connotazione politica che fa capo all'antico testamento**; il profano viene accostato al sacro, famiglia, amore e patria diventano il contrappeso di esilio, guerra e schiavitù. **Pietà - Vincent Van Gogh - 1889** Van Gogh è stato un pittore molto vicino ai temi di una spiritualità non codificabile da nessuna dottrina. Il suo amore per gli ultimi lo ha portato a raffigurare un tema religioso (uno dei pochi da lui dipinti) come quello della Pietà, in un contesto a lui caro come quello contadino. Omaggiando la Pietà di Delacroix, decide - oltre a specchiare le figure dell'originale - di ambientare la scena in un paesaggio rurale della Francia meridionale, e di dare alla Madonna l'aspetto di una donna dei campi, con le mani segnate e callose. **Il Cristo morto** ha capelli rossi, barba corta, e la sua fisionomia non mente: **assume cioè le fattezze dello stesso Van Gogh**, che realizza l'opera subito dopo essersi tagliato il lobo dell'orecchio sinistro. E' quindi un tentativo di esprimere, o forse esorcizzare, la dolorosa sofferenza causata dalla incombente instabilità mentale che lo porterà ad uccidersi.[file_1278]>Pietà - Vincent Van Gogh< **Il percorso espositivo** si chiude con una sala dedicata al **tema della preghiera**. **Casorati** omaggia il secessionismo di Klimt con _La preghiera_, **Viani** in _La preghiera del cieco_ commuove con un espressionismo teso a nobilitare gli emarginati. Ma è _L'angelus_ di **Millet** che conclude degnamente la mostra: in una sola opera d'arte c'è tutta la semplicità della fede genuina di una coppia di contadini, un momento di pace e di silenzio in cui raccogliersi, per misurare la distanza tra noi e il mondo, tra noi e noi, tra noi e Dio.