Quattro chiacchiere coi Nothing for Breakfast.

Sono quattro, sono fiorentini, sono fortissimi ed è uscito Place, il loro primo album, che presenteranno stasera a casa loro, al Glue di Firenze. Chi sono? Ve lo dico io, sono i Nothing for Breakfast (Jonathan Shackelford alla voce ed alla chitarra, Samuele Cangi al synth, chitarra e cori, Francesco Cangi al basso, synth e cori e Marco Calì alla batteria). Li ho intervistati per Riot Van e qua trovate il succo delle nostre chiacchiere. [file_1286] **-Ciao Samuele, ciao Jonathan, iniziamo con una domanda per rompere il ghiaccio: in che misura vi sentite influenzati, e da chi?** _S: Domandona da un milione di dollari. In questo momento tutto quello che accade fuori da qui è dannatamente oltre e ben fatto. Personalmente ho avuto una botta di vita con i Tame Impala e gli MGMT, e sono tornato sulla bibbia dei Beatles._ _J: Un 50% Beatles. Poi per me Band of Horses, OkGo, Flaming Lips, MGMT._ **-Per rimanere in tema di gusti ed influenze, qual è il gruppo o il genere che ascoltate attitudinalmente più lontano dalla musica che fate? Siete attenti a quanto accade intorno a voi, oppure siete degli ascoltatori distratti, che pensano quasi solo a suonare?** _S: Se sei un ascoltatore distratto, la musica non fa per te. O no? Tutti noi qui dentro abbiamo background e gusti diversi. Marco e Francesco amano la scena jazz, io ne sono uscito e sono tornato al songwriting, Jonathan è un Beatlesiano come me. Per quanto riguarda la ricerca musicale, la ritengo importantissima per bands e producers. Bisogna capire cosa sta succedendo nel mondo ed evitare di stare ancorati a cose che sai già fare ed al passato in generale. Noi italiani siamo inchiodati al passato, e questo si riflette sul paese a 360°._ _J: Mi ripeto con i Band of Horses, Fleet foxes. Mi piace il folk moderno. Ascolto tante cose, qualche volta anche il mainstream regala delle gioie._ **-Voglio incalzarvi, sentiamo un po’: i cinque dischi fondamentali per voi Nothing for Breakfast?** _S e J:_ _1. Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band (The Beatles)_ _2. Lonerism (Tame Impala)_ _3. Oracular Spectacular (MGMT)_ _4. The Information (Beck)_ _5. Place (Nothing For Breakfast)_ **-E ditemi, vi sentite più a vostro agio fra le mura di uno studio, oppure nella dimensione live?** _S: Sono due momenti totalmente differenti e necessari, ovvio. Certo il momento dove mi sento più vicino a me stesso è la nottata a lavorare su un mix, totalmente libero da ogni limite col solo obiettivo di creare qualcosa di bello. La ricerca della bellezza. Poi comunque scapperei subito per andare sul palco coi miei amici._ _J: Sono due cose davvero diverse: in studio vivo il momento, e` un posto comodo dove posso riflettere e ridere. Durante il live non sono veramente su quel palco, ma in un mondo immaginario dove penso al nostro futuro e sogno._ **-Domandone da veggenti, o semplicemente da sognatori: che strade pensate prenderà la vostra musica? Che cosa vi immaginate o prefiggete per il futuro?** _S: Ho un solo grande desiderio, ma ci si può fare: portare i NFB negli States con questo disco. Marta, la mia dolce metà, mi dice sempre: “Questo disco è bellissimo e tu sei il padrone del tuo futuro”._ _J: L’Italia ci ospiterà per un pò, ma ci vedo a suonare nel resto dell’Europa, Stati Uniti e Giappone. Sarebbe molto bello._ **-Quali sono le aspettative intorno a Place, vostro disco d'esordio?** _S: Spero tanto che giri, che la gente abbia il tempo di fermarsi 40 minuti per ascoltarlo._ _J: Positive vibes._ [file_1287] **-Ho provato ad arrivarci da solo ma non ce l’ho fatta, mi spiegate il perchè del nome Nothing for Breakfast?** _S: L’equazione è semplice, prendi il vivere insieme sommaci l'andare a letto alle 7 del mattino e l'alzarsi alle 14. Il risultato fa niente per colazione._ **-Una cosa che mi ha incuriosito: per il brano Castles Fall avete girato il video in Polonia assieme ad Ivo Krankowski. Come mai proprio quella location e quel regista?** _S: Conosciamo il regista Ivo Krankowski da una vita intera, è un nostro carissimo amico ed è stato presente in un sacco di momenti importanti per noi. Cazzeggiavamo come una grande famiglia registrando la preproduzione del disco. Lui se ne stava là sul divano, vacanze italiane di un principe. E godeva nell’ascoltarci._ _J: Ivo lo conosco da quando avevamo 3 anni. Da bambini giocavamo tra i campi sulle colline Toscane. Abbiamo anche realizzato dei video insieme. L’ho sempre considerato un buon amico ed è una delle persone che rispetto di più in termini cinematografici._ **-Per quanto riguarda la gestazione dei vostri brani scavate dentro di voi o vi affidate all'oggettività? _S: Scavare e conoscersi è l’unico modo di fare musica. Quando sali sul palco la gente poi se ne accorge se sei un cazzaro. Nei testi di Jon, se lo conosci, ci trovi lui per intero, nel bene e nel male._ _J: Samu è il genio dietro la struttura della nostra musica, Francesco e Marco ci mettono le loro percezioni interessanti e diverse. Io scrivo i lyrics e aiuto un po’ con la melodia principale. Quando scrivo le parole mi immagino un posto, un momento, un emozione e mi isolo dal mondo._ **Domandone finale, in palio il milione di euro di Gerry Scotti: che pensiero avete sull'attuale panorama musicale italiano in generale?** _S: Stanno nascendo un sacco di cose potenzialmente fighe nell’underground, ma il problema è che il sottobosco non ha nessun contatto col Mainstream. E il Mainstream italiano è quello che è. Un “talent-fucking-show” come direbbe Dave Grohl e tutto fatto molto male. In sostanza per fare le cose ci vogliono i soldi, e questi soldi vengono spesi malissimo. I signori delle major italiane sono persone che hanno grosse responsabilità in termini di cultura. Poi non raccontiamo la solita cazzata del “loro producono quello che piace alla gente”, dai, come fa a piacerti questa merda? Il problema è la televisione. Bisogna ricordarsi che “il più grande territorio non sfruttato del mondo si trova sotto il tuo cappello” come disse Harvey B. Macka._ _J: In effetti è un po’ triste, in Italia non incoraggiano più la musica, le arti in generale. Ci sono tanti italiani che vogliono incoraggiare l’originalità, ma l’Italia come paese sembra non volerli._ **-Grazie delle quattro chiacchiere ragazzi, continuate così che state andando benone.** _S e J: Grazie a te e a Riot Van, continuate voi così, siete l'unica realtà indipendente che può fare la differenza in termini di sapere veramente what happens underground._ Adesso non vi resta, cari lettori, che andare stasera al **Glue Alternative Concept Space**, in Viale Manfredo Fanti, 40 così sentite dal vivo questi quattro ragazzi fare della gran buona musica. Poi non dite che non ve lo avevo detto, eh!